Walter Benjamin

 Walter Benjamin: vita e pensiero



Walter Benjamin nasce nel 1892 a Berlino, in Germania. Studia filosofia, letteratura e storia, avvicinandosi agli ambienti della Scuola di Francoforte, anche se mantiene sempre una posizione originale e indipendente. Con l’ascesa del nazismo, essendo ebreo, è costretto a lasciare la Germania. Durante la fuga verso la Spagna, temendo di essere catturato dai nazisti, si suicida nel 1940.


Il pensiero di Benjamin unisce filosofia, arte, politica e critica della società moderna. Uno dei suoi temi principali è la riflessione sulla storia. Secondo lui la storia non è un continuo progresso positivo, come pensavano molti filosofi moderni, ma è segnata da sofferenze, ingiustizie e distruzioni. Per questo critica l’idea ottimistica del progresso.

Molto importante è anche il suo studio sull’arte moderna. Nell’opera L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, Benjamin analizza gli effetti della fotografia e del cinema. Con le nuove tecnologie l’opera d’arte può essere riprodotta infinite volte e diventa accessibile a tutti, perdendo però la sua “aura”, cioè il carattere unico e irripetibile che aveva in passato.


Secondo Benjamin questo cambiamento ha aspetti sia positivi sia negativi. Da un lato l’arte diventa più democratica e vicina alle masse; dall’altro rischia di essere usata come strumento di propaganda e manipolazione politica.

Benjamin attribuisce inoltre grande importanza al cinema, che considera l’arte più rappresentativa della società contemporanea. Il cinema modifica il modo di percepire la realtà e può influenzare profondamente le masse.

Tra le sue opere principali ci sono:

-L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica

-Tesi sul concetto di storia

-Angelus Novus

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