Schopenhauer

 


Vita:

Arthur Schopenhauer (1788–1860) fu un filosofo tedesco noto per la sua visione pessimistica. Studiò a Berlino, visse molto tempo in solitudine e ottenne riconoscimento solo negli ultimi anni. Era in forte contrasto con l’ottimismo dell’idealismo tedesco.

Filosofia:

La sua filosofia parte dall’idea che il mondo abbia due aspetti:

  • rappresentazione, cioè il modo in cui il mondo appare alla nostra mente;

  • volontà, la forza cieca e irrazionale che costituisce la vera realtà di tutto.

Mentre la rappresentazione è ordinata da spazio, tempo e causalità, la volontà è unica, eterna e si manifesta in tutti gli esseri viventi come energia e impulso.

Volontà e rappresentazione:

  • Rappresentazione: è il mondo così come lo percepiamo. È la dimensione dei fenomeni, studiata dalla scienza, ma non mostra ciò che le cose sono davvero.

  • Volontà: è l’essenza profonda del mondo. Non è razionale, ma un impulso cieco che spinge ogni forma di vita a sopravvivere, desiderare e lottare. Per questo Schopenhauer dice che la vera realtà è la volontà di vivere, il nostro istinto di sopravvivenza e il continuo desiderare.

Catarsi:

Secondo Schopenhauer, la vita è dolore perché la volontà desidera sempre e non è mai soddisfatta. Possiamo però trovare sollievo (catarsi) in tre modi:

  1. arte, soprattutto la musica, che ci fa percepire la volontà dall’esterno per un attimo;

  2. compassione, che spegne l’egoismo;

  3. ascesi, cioè il distacco dai desideri, fino a negare la volontà di vivere.

Opere principali:

  • Il mondo come volontà e rappresentazione (1818): esposizione completa del suo sistema filosofico; spiega la divisione tra rappresentazione e volontà.

  • Saggi e aforismi sulla saggezza della vita (1851): riflessioni morali e consigli sulla vita quotidiana, in stile accessibile.

  • Parerga e Paralipomeni (1851): raccolta di scritti vari, che contribuì al suo successo tardivo.





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