Marx
Karl Marx (1818–1883) è uno dei filosofi più influenti dell’Ottocento. Nato in Germania, unisce filosofia, economia e politica con l’obiettivo di capire e cambiare la società capitalista.
Pensiero e filosofia
Marx critica Hegel perché parte dalle idee invece che dalla realtà concreta, e critica anche Feuerbach perché si ferma alla teoria senza proporre un cambiamento pratico. Secondo Marx, è la materia – cioè le condizioni economiche e sociali – a determinare la vita dell’uomo, non le idee. L’uomo si realizza nel lavoro, ma nel capitalismo il lavoratore è alienato, perché produce ricchezza per altri e perde il senso del proprio valore.
Per Marx la storia è guidata dalla lotta di classe: ogni epoca nasce dal conflitto tra chi possiede i mezzi di produzione e chi lavora per sopravvivere. Questa tensione dovrebbe portare a una rivoluzione che abolisca la proprietà privata e realizzi una società senza classi, il comunismo.
Tuttavia, la sua visione è spesso criticata per essere troppo determinista e per ridurre la complessità umana solo agli aspetti economici e materiali.
Opere principali
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Manoscritti economico-filosofici (1844) – riflette sull’alienazione del lavoratore.
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L’ideologia tedesca (1846) – espone la concezione materialistica della storia.
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Il Capitale (1867) – analizza in modo approfondito il funzionamento e le contraddizioni del capitalismo.
Il Manifesto del partito comunista (1848)
Scritto con Friedrich Engels, è il testo politico più noto di Marx. Denuncia l’ingiustizia del sistema borghese e invita i lavoratori di tutto il mondo a unirsi per rovesciare il capitalismo. Propone un ideale di uguaglianza e solidarietà, ma con toni radicali che, pur affascinando molti, hanno anche suscitato timori e critiche per la loro rigidità e per le conseguenze che, nella storia, alcune interpretazioni del marxismo hanno avuto.
(Alienazione - Le Orme, 1972)





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